Monthly Archives: maggio 2016

Privacy e diritto di cronaca, una questione sempre aperta

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Una sentenza di un tribunale della Florida, USA, è di recente emersa su tutti i media, forse oltre che per il tema anche per l’esorbitante importo riconosciuto al preteso danneggiato: oltre cento milioni di euro, una cifra che potrebbe cambiare una vita.

Anche se la sentenza non è definitiva e anche se la notizia è riferita a circostanze e a soggetti non privi di ombre – pare che l’interessato fosse a conoscenza del fatto che lo si stava riprendendo durante le attività sessuali riguardo alle quali rivendica la riservatezza – e l’importo tanto elevato è stato deciso da una giuria popolare, secondo la normativa vigente in USA, l’enorme interesse sia di pubblico che di addetti ai lavori certamente deriva anche dall’argomento, sempre più attuale in questi tempi di facile e rapida comunicazione delle notizie, e cioè fino a che punto ci si può inoltrare nella vita privata delle persone famose allo scopo di informare il pubblico, sempre interessato alle vicende di persone del genere.

Cuius commoda eius incommoda, come dicevano i latini, oppure, in chiave moderna: L’hai voluta la bicicletta? …ovvero: se si accettano e addirittura si traggono profitti dai vantaggi che la celebrità può procurare, se ne dovrebbero accettare gli inevitabili aspetti negativi, inclusa l’ingerenza nella propria vita privata, forse anche in camera da letto, come ha sostenuto chi aveva pubblicato sul suo sito di pettegolezzi lo scabroso video incriminato.

Purtroppo però non è possibile stabilire per legge i limiti di accettabilità delle violazioni della propria intimità proprio perché queste variano al variare della notorietà dell’interessato e della sensibilità in generale delle persone in ogni determinato contesto storico e sociale, ragion per cui il grado di colpa di chi abbia violato la riservatezza altrui, e la conseguente entità dell’indennizzo dovuto, non potranno mai coincidere in casi diversi e, soprattutto, la valutazione dipenderà sempre dalla sensibilità della persona chiamata a decidere, giudice o giuria che sia.

La riservatezza gode di ampia protezione in Italia, in base al cosiddetto “Codice della Privacy” (Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 – Codice in materia di protezione dei dati personali), come pure la libertà di informazione che è addirittura prevista quale diritto costituzionalmente garantito (articolo 21), ma se il contenuto ed i confini di questi due principi sono ben delineati ed univoci altrettanto non lo sono le eventuali sovrapposizioni e conflitti, che devono essere necessariamente affrontati caso per caso, con conseguente possibilità di incongruenze, sproporzioni o attenuazioni.

Per approfondire l’argomento contattaci: 

Avvocato Domenico Gallo – Studio Legale DG

segreteria@studiolegaledg.it

Start up company, il fascino delle parole

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Un’espressione suggestiva…

Il vertiginoso proliferare negli anni ’80 di nuove imprese nella Silicon Valley a sud San Francisco non è ormai che un ricordo, eppure alcune di quelle piccole imprese, nate soltanto da una idea accompagnata da mezzi limitatissimi sono oggi giganti industriali, commerciali e finanziari.

Dopo la crisi mondiale iniziata nel 2009, che ha imposto un ripensamento profondo di molti aspetti delle attività economiche, viene oggi riproposto il riferimento a quel modello in non pochi paesi, tra cui l’Italia, mediante la concessione di facilitazioni e semplificazioni a favore delle piccole imprese a marcato e prevalente carattere innovativo.

Con la legge n. 221 del 2012 vengono riconosciute a tale tipo di impresa, da costituirsi quali società di capitali a norma del codice civile, una serie di prerogative in ordine al trattamento burocratico e fiscale, al reperimento di capitali di investimento e alle condizioni di impiego del personale, purché l’intento innovativo trovi riscontro nella presenza di collaboratori qualificati per attività di ricerca, nell’investimento in ricerca degli eventuali utili ovvero nella disponibilità di diritti di brevetto o di privativa.

Le cosiddette “start up” così formate conservano tali prerogative per un periodo di cinque anni, considerato adeguato al fine di verificare la fattibilità e remuneratività dell’iniziativa, e sono abilitate a ricorrere, a fini di finanziamento, a investitori privati non professionali, una sorta di micro azionariato popolare normalmente noto come “crowdfunding”, da promuoversi tramite organizzazioni accreditate allo scopo e normalmente attraverso canali di comunicazione informatica a larga diffusione (Internet).

Una veramente minima parte delle iniziative così create ha infatti probabilità di successo, come l’esperienza ha dimostrato e come è fisiologico per la loro stessa natura e caratteristiche.

La parcellizzazione degli investitori interessati e il limite minimo di impegno finanziario individualmente consentito comportano la possibilità di minimizzare i rischi del singolo investitore e allo stesso tempo maggiori probabilità di successo, se le piccole partecipazioni vengono da parte dello stesso distribuite in maniera il più possibile differenziata.

La recentissima (8 marzo 2016) pubblicazione del Decreto 17 febbraio 2016 del Ministero dello sviluppo economico, che approva il modello di Statuto e Atto Costitutivo per tale tipo di società, perfezionabile senza intervento notarile e per via informatica, quindi a costi e tempi ridotti, completa la disciplina di semplificazione avviata con il Decreto Legge n. 3 del 24 gennaio 2015, (il cosiddetto “Investment compact”) cercando di creare un ulteriore stimolo nella direzione da tempo incoraggiata in questo ambito.

La semplificazione degli aspetti formali riguarda pur sempre la costituzione di una nuova società di capitali da utilizzare quale veicolo imprenditoriale in settori tradizionali di qualunque tipo, dal commercio alla moda o all’alimentazione, purché in presenza di innovazioni di una certa rilevanza, così da non escludere comunque la necessità di adeguata consapevolezza degli aspetti legali, contabili e organizzativi da tenere in debita considerazione.

Avvocato Domenico Gallo – Studio Legale DG, Genova