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Vizi apparenti, cambia il termine di contestazione

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Anche i per i vizi apparenti il termine di contestazione decorre dalla loro scoperta se gli stessi riguardano una qualità esplicitamente dichiarata della merce compravenduta.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 12465 del 16 giugno 2016) ha chiarito un aspetto spesso trascurato riguardo ai termini per la contestazione dei vizi della merce venduta relativamente a vizi apparenti, e pertanto facilmente riscontrabili al momento della consegna, determinandone il decorso dal momento della scoperta successiva di tali vizi e non dalla consegna nel caso in cui essi riguardino una qualità essenziale. In tal caso, infatti, essendo tale qualità dedotta in contratto, ad esempio mediante specificazione di un tipo specifico di prodotto nell’ambito di una certa categoria merceologica, il compratore è giustificato nel presupporne la corrispondenza, senza necessità di un esame seppure sommario e limitato all’apparenza.

Nella specie, pur essendo stata invocata dal compratore la risoluzione del contratto di compravendita a motivo di un difetto qualitativo della merce, malgrado lo stesso fosse evidente anche ad un sommario esame della merce stessa, ben oltre il termine di otto giorni dalla consegna, ma a seguito della sua scoperta da parte dell’acquirente cui la merce era stata rivenduta, il diritto alla risoluzione è stato nondimeno riconosciuto in quanto la qualifica del tipo di merce dichiarata dal venditore, implicante di per se stessa la sussistenza della qualità contestata, esimeva il compratore da ogni onere di accertamento relativamente a tale aspetto qualitativo.