Monthly Archives: giugno 2017

Compravendita: cose da trasportare

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Ai sensi dell’art. 1515, comma 2, c.c., la vendita di cosa da trasportare si presume “vendita con spedizione”, nella quale il venditore si libera dall’obbligo di consegna rimettendo la cosa al vettore, sicchè, per configurare una “vendita con consegna all’arrivo”, occorrono elementi, precisi e univoci, atti a dimostrare il patto di deroga.

A tal riguardo è insufficiente la stipulazione della clausola “porto franco”, perché questa esonera l’acquirente dalle spese di trasporto, ma non lo solleva dai rischi del medesimo.

 

Inadempimento di un contratto di vendita internazionale di cose mobili e competenza del Giudice

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In tema di vendita internazionale di cose mobili, qualora il contratto abbia ad oggetto merci da trasportare, il luogo di consegna va individuato in quello ove la prestazione caratteristica deve essere eseguita e, come luogo di consegna principale, va riconosciuto quello ove è convenuta l’esecuzione della prestazione ritenuta tale in base a criteri economici, ossia il luogo di recapito finale della merce, ove i beni entrano nella disponibilità materiale e non soltanto giuridica dell’acquirente, con la conseguenza che sussiste la giurisdizione del Giudice di tale Stato rispetto a tutte le controversie reciprocamente nascenti dal contratto, ivi compresa quella relativa al pagamento dei beni alienati, dovendosi ritenere che la disciplina stabilita dal regolamento CE/44/2001 prevalga sulle disposizioni dettate in subiecta materia, dalla Convenzione di Vienna.

L’art. 31 di detta Convenzione, relativo al luogo il cui il vettore, eventualmente incaricato, abbia preso in consegna la merce, nonché il successivo art. 57 nella medesima Convenzione, relativo all’individuazione del luogo di pagamento del prezzo del venditore vanno, pertanto, interpretati nel senso che contengono una regola iuris idonea a disciplinare i rapporti obbligatori delle parti, ma non la giurisdizione.

Autotrasporto, conseguenze derivanti dall’inosservanza delle tariffe a forcella

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La tariffa a forcella, ha carattere inderogabile per la natura imperativa delle norme che erano state introdotte dal legislatore storico a protezione dell’ordine pubblico economico dei trasporti e la parte contrattualmente più debole, con la conseguente automatica sostituzione delle clausole di prezzo difformi. Tale sostituzione opera ex lege anche contro la volontà delle parti, ai fini della conservazione degli effetti del rapporto giuridico, che è così etero integrato ex lege.