Denuncia difetti di conformità e vendita internazionale: si applica il termine fissato dalla Convenzione di Vienna.

La Suprema Corte di cassazione con la sentenza 26 Gennaio 2021 n. 1605 ha disposto che in una compravendita internazionale fra una società venditrice italiana e una società acquirente straniera (nella fattispecie, tedesca) trova applicazione la Convenzione di Vienna dell’11 aprile 1980 sulla vendita internazionale di merci e pertanto, per quanto riguarda il termine per valere i vizi della merce acquistata, si deve aver riguardo al combinato disposto degli artt. 38 e 39 della Convenzione stessa.

Ne deriva che i termini di decadenza e di prescrizione per far valere i difetti di conformità non sono di otto giorni e un anno ex art. 1495 c.c., ma devono rispettare il criterio del “tempo ragionevole”, con la specificazione di un termine massimo di decadenza di due anni, secondo le prescrizioni dello strumento internazionale (art. 39 della Convenzione).”

La regola convenzionale s’impone poiché la preferenza dell’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite, rispetto alle norme di diritto internazionale privato, si fonda essenzialmente su un giudizio di prevalenza del diritto materiale uniforme rispetto alle norme di diritto internazionale privato, come chiarito da una precedente sentenza sempre della stessa Corte di Cassazione.

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