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Diffida ad adempiere e importanza dell’inadempimento

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L’intimazione, da parte del creditore, della diffida ad adempiere di cui all’art. 1454 c.c. e l’utile decorso del termine fissato per l’adempimento non eliminano la necessità, ai sensi dell’art. 1455 c.c., dell’accertamento giudiziale della gravità dell’inadempimento da effettuare secondo un criterio che tenga conto sia dell’elemento oggettivo della mancata prestazione nel quadro dell’economia generale del negozio, sia degli aspetti soggettivi rilevabili tramite una indagine unitaria sul comportamento del debitore e sull’interesse del creditore all’esatto adempimento.

Tutto quello che c’è da sapere sul contratto estimatorio

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Il contratto estimatorio è un contratto reale: non è necessario che le parti abbiano provveduto ad identificare il termine di restituzione e neppure che i beni siano stati oggetto di stima. E’ invece essenziale che le parti si siano accordate sulla facoltà dell’accipiens di restituire la cosa anziché pagarne il prezzo.

L’elemento essenziale e caratterizzante del contratto estimatorio è la facoltà del consegnatario (accipiens) di restituire la merce in alternativa all’obbligo di pagamento del prezzo, senza che a tale configurazione sia da ostacolo la mancata prefissione esplicita di un termine per l’esercizio dell’indicata facoltà di restituzione.

Invero, con il contratto estimatorio il proprietario (tradens) consegna una o più cose mobili determinate ad un soggetto (accipiens) che si obbliga a pagare il prezzo, salvo restituire quanto ricevuto nel termine stabilito. L’accipiens non acquista la proprietà della res, né assume l’obbligazione di venderla, ma è tenuto al pagamento del prezzo di stima, ove alieni, per proprio conto e nel proprio interesse, a terzi, le cose consegnate, oppure non provveda, nel termine convenuto, alla restituzione. L’operazione economica trova giustificazione, da una parte, nell’interesse del proprietario di avvalersi dell’organizzazione di altri imprenditori per far conoscere i propri prodotti; dall’altra, nell’interesse dell’accipiens di avere a disposizione beni in vista della rivendita, con la sicurezza di poter restituire entro il termine stabilito, l’invenduto, andando così esente dal pagamento del prezzo.

Si precisa, infatti, che il contratto estimatorio è un contratto reale: ciò significa che l’accordo delle parti non è  ancora sufficiente per dirsi formato il vincolo negoziale che viene ad esistenza solo al momento della consegna delle cose dal proprietario (tradens) a un soggetto (accipiens).

L’art. 1556 c.c. prevede, inoltre, che oggetto del contratto siano beni mobili. Si è osservato che la struttura del rapporto, al fine di rendere effettiva la facoltà dell’accipiens di restituire in tutto o in parte le cose ricevute, impone che le parti individuino i beni in modo specifico, avvalendosi quantomeno di criteri di identificazione delle cose consegnate. Affinchè il contratto sia qualificabile come estimatorio non è necessario che le parti abbiano provveduto ad identificare il termine di restituzione e neppure che i beni siano stati oggetto di stima. E’ invece essenziale che la parti si siano accordate sulla facoltà dell’accipiens di restituire la cosa anziché pagarne il prezzo.

Nell’ipotesi che non sia stato individuato alcun termine, sarà applicabile l’art. 1183 c.c. in modo da determinare il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita.

Di talchè la mancanza del termine e le modalità particolari di determinazione del prezzo non portano, pertanto, automaticamente ad escludere l’esistenza del contratto estimatorio, bensì impongono solo una maggior attenzione nella valutazione di tutti gli elementi sintomatici che possano ricostruire l’originaria volontà delle parti, quali le qualità professionali delle parti e la natura dei beni.

Il compenso del mediatore

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Ai fini del riconoscimento del compenso del mediatore, è necessario che colui che abbia messo in relazione due o più parti per la conclusione di un affare sia regolarmente iscritto all’Albo dei mediatori professionali, mentre è sufficiente a far sorgere il diritto al compenso che l’iscrizione sia intervenuta dopo l’inizio dell’attività di mediazione e, finchè essa sia in corso, e tuttavia, in questo caso la provvigione è dovuta solo da quel momento.