Nell’assicurazione di responsabilità il massimale non è elemento essenziale del contratto.

By | Pillole di... | No Comments

Secondo la Cassazione civile, ordinanza 21 ottobre 2019 n. 26813, in tema di assicurazione per responsabilità civile, il massimale non è elemento essenziale del contratto di assicurazione, che può essere validamente stipulato senza la relativa pattuizione e neppure costituisce fatto generatore del credito assicurato, configurandosi piuttosto come elemento limitativo dell’obbligo dell’assicuratore, sicché grava su quest’ultimo l’onere di provare l’esistenza e la misura del massimale, dovendosi altrimenti accogliere la domanda di garanza proposta dall’assicurato a prescindere da qualsiasi limite di massimale.

Responsabilità contrattuale.

By | Pillole di... | No Comments

Interessante ordinanza della Suprema Corte di Cassazione – n. 8748 del 12 luglio 2019 –  secondo la quale nel valutare se sia applicabile la clausola generale dell’art. 1337 c.c., il Giudice di merito, dopo aver individuato il comportamento della parte che si assume contrario ai doveri di correttezza, deve altresì considerare l’idoneità di tale comportamento ad ingenerare nella controparte l’idea di una rottura ingiustificata delle trattative, valutazione nella quale non si può prescindere dal comportamento tenuto dalla parte adempiente.

Anche la Pubblica Amministrazione può rispondere in via oggettiva del danno cagionato dal proprio dipendente.

By | Pillole di... | No Comments

Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione con la sente 16 maggio 2019 n. 13246 conferiscono un’interpretazione aggiornata alle norme civilistiche che regolano la responsabilità oggettiva dei preponenti, che, fino alla data odierna, per la Pubblica Amministrazione è sempre stata interpretata in modo differente e di favore.
Le Sezioni Unite affermano, infatti, che lo Stato o l’ente pubblico risponde civilmente del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni ed agito per finalità esclusivamente personali od egoistiche ed estranee a quelle dell’amministrazione di appartenenza, purchè la sua condotta sia legata da un nesso di occasionalità necessaria con le funzioni o poteri che il dipendente esercita o di cui è titolare, nel senso che la condotta illecita dannosa – e, quale sua conseguenza, il danno ingiusto a terzi non sarebbe stata possibile, in applicazione del principio di causalità adeguata ed in base ad un giudizio controfattuale riferito al tempo della condotta, senza l’esercizio di quelle funzioni o poteri che, per quanto deviato o abusivo od illecito, non ne integri uno sviluppo oggettivamente anomalo.

COMPRAVENDITA: Sul Compratore grava l’onere di provare i vizi della cosa.

By | Pillole di... | No Comments

Secondo la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite (cfr. sentenza n. 11748 del 3 maggio 2019) in materia di garanzia per vizi della cosa venduta di cui all’art. 1490 c.c., il compratore che esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo di cui all’art. 1492 c.c. è gravato dall’onere di offrire la prova dell’esistenza dei vizi.