Revocatoria fallimentare: i termini d’uso ineriscono ai tempi e le modalità dei pagamenti, non le forniture.

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I pagamenti di corrispettivi per la prestazione di servizi o forniture sono esenti dall’azione revocatoria qualora siano eseguiti nei termini d’uso abitualmente adottati dalle parti contraenti non dovendosi, invero, intendere l’espressione “termini d’uso” quale riferita ai servizi ed alle forniture eseguite in favore dell’impresa in stato di insolvenza da un fornitore abituale.

 (cfr. Cass. Sez. I, ordinanza 7 luglio 2021, n. 19373)

Quale è il confine tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia?

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Mentre il fideiussore è vicario del debitore, l’obbligazione del garante autonomo si pone in via del tutto autonoma rispetto all’obbligo primario di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita, perché non necessariamente sovrapponibile ad essa e non rivolta all’adempimento del debito principale, bensì ad indennizzare il creditore insoddisfatto con il tempestivo versamento di una somma di denaro predeterminata, sostitutiva della mancata o inesatta prestazione del debitore.

(cfr. Tribunale di Milano, sez. VI, sentenza 2 aprile 2021)

Responsabilità dei Sindaci – limiti.

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La fattispecie dell’art. 2407 c.c. richiede la prova di tutti gli elementi costitutivi del giudizio di responsabilità. E quindi: (i) dell’inerzia del sindaco rispetto ai propri doveri di controllo; (ii) dell’evento da associare alla conseguenza pregiudizievole derivante dalla condotta dell’amministratore; (iii) del nesso causale, da considerare esistente ove il regolare svolgimento dell’attività di controllo del sindaco avrebbe potuto impedire o limitare il danno.  (Cass. Civ. Sez. I, 11/12/2020, n. 28357)

Denuncia difetti di conformità e vendita internazionale: si applica il termine fissato dalla Convenzione di Vienna.

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La Suprema Corte di cassazione con la sentenza 26 Gennaio 2021 n. 1605 ha disposto che in una compravendita internazionale fra una società venditrice italiana e una società acquirente straniera (nella fattispecie, tedesca) trova applicazione la Convenzione di Vienna dell’11 aprile 1980 sulla vendita internazionale di merci e pertanto, per quanto riguarda il termine per valere i vizi della merce acquistata, si deve aver riguardo al combinato disposto degli artt. 38 e 39 della Convenzione stessa.

Ne deriva che i termini di decadenza e di prescrizione per far valere i difetti di conformità non sono di otto giorni e un anno ex art. 1495 c.c., ma devono rispettare il criterio del “tempo ragionevole”, con la specificazione di un termine massimo di decadenza di due anni, secondo le prescrizioni dello strumento internazionale (art. 39 della Convenzione).”

La regola convenzionale s’impone poiché la preferenza dell’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite, rispetto alle norme di diritto internazionale privato, si fonda essenzialmente su un giudizio di prevalenza del diritto materiale uniforme rispetto alle norme di diritto internazionale privato, come chiarito da una precedente sentenza sempre della stessa Corte di Cassazione.